Cosa sono i rischi di mercato?
Possiamo vederli come i rischi connessi all’attività di negoziazione di valori mobiliari (trading)
Più precisamente, è il rischio di variazioni del valore di mercato di uno strumento o di un portafoglio di strumenti finanziari connesse a variazioni inattese dei fattori di mercato (prezzi azionari, tassi di interesse, tassi di cambio e volatilità di tali variabili)
Distinzione tra portafoglio di trading (che ha il rischio di mercato) e portafoglio immobilizzato
La distinzione deriva dalla normativa contabile e di vigilanza. Quello di trading è detenuto al fine di ottenere un profito nel breve termine tramite la negoziazione, quindi contiene strumenti che hanno un mercato. A differenza del portafoglio immobilizzato che non è detenuto per la negoziazione
Perché i rischi di mercato acquisiscono rilevanza crescente?
A seguito di:
– processo di cartolarizzazione dei rischi, che li rende liquidi grazie ai derivati
– diffusione delle prassi di “mark-to-market”, cioè la valutazione a valori di mercato
– episodi di crisi
– normativa sui requisiti patrimoniali (Basilea, a partire dal 1996)
Come articoliamo i rischi di mercato?
Possiamo articolarli in:
– Rischio di interesse
– Rischio di cambio
– Rischio azionario
– Rischio merci
– Rischio volatilità
Approcci per la misura del rischio di mercato
Problemi dell’approccio tradizionale
Problemi:
1. Non considera il diverso valore di mercato delle posizioni
2. Non coglie la diversa sensibilità di posizioni differenti a variazioni dei fattori di mercato
3. Non considera le condizioni di volatilità correnti e la correlazione tra prezzi/tassi
Problemi rilevanti, ad es., per le opzioni
1. Diversa sensibilità in funzione del prezzo di esercizio
Vantaggi e limiti dell’approccio basato su mkt to mkt e su misure di sensibilità
Vantaggi:
1. Considera il diverso valore di mercato delle posizioni
2. Con coglie la diversa sensibilità di posizioni differenti a variazioni dei fattori di mercato
Limiti:
1. Usa misure diverse per posizioni diverse:
– ciò ostacola la comunicazione orizzontale e verticale
– impossibile ottenere una misura di rischio complessiva
2. Non considera volatilità e correlazione dei differenti fattori di mercato (uguale all’approccio nominale)
Caratteristiche dell’approccio Risk Metrics
Basati su una misura di rischio unificata che:
* Riflette il diverso valore di mercato delle posizioni
* Riflette il diverso grado di sensibilità delle posizioni alle variazioni dei fattori di mercato
* Riflette il diverso grado di volatilità dei fattori di mercato e la loro correlazione
* Consente di aggregare i rischi di posizioni diverse
* Agevola la comunicazione verticale e orizzontale
Visione di insieme Risk Metrics
Definizione dei principali fattori di rischio
Su azioni e futures, posizioni in valuta, currency swaps, swaps, materie prime, titoli a reddito fisso
Da cosa provengono i possibili valori futuri dei fattori di rischio? E come può essere?
Provengono da una certa distribuzione di probabilità.
– Si ipotizza per comodità che sia normale: è l’ipotesi di lavoro più comoda e utilizzata
– In alternativa esistono altre distribuzioni teoriche:
1. t di Student
2. Mistura di normali
– Ancora, è possibile utilizzare una distribuzione storica (empirica)
Variazione nel discreto di un fattore di rischio P
Modello multinormale
Con mu e sigma da stimare
Stima di mu
Modello multinormale
Su orizzonti (T-t) sufficientemente brevi, nessuna stima di mu performa in modo più affidabile rispetto al valore zero, o a un altro valore molto piccolo
Qual è il giusto orizzone temporale T-t?
Modello multinormale
Dipende
– da un fattore soggettivo, cioè l’holding period dell’investitore. Per un “cassettista” deciso a tenere la posizione per un anno, ha poco senso guardare alle possibili perdite nei prossimi dieci giorni
– da un fattore oggettivo, cioè la liquidità della posizione. Se il mercato secondario è liquido e la dimensione della posizione è tale da non influenzare troppo i prezzi, è possibile guardare all’orizzonte temporale necessario per liquidare la posizione come a quell’orizzonte temporale necessario per “bloccare” le perdite, sopportando le minusvalenze da t a T e cedendo i titoli
Stima di sigma
Modello multinormale
Utilizziamo una stima empirica della varianza di r basata su m+1 rendimenti passati (rt, rt-1, …, rt-m) e su una media mobile esponenziale.
Logica di lambda (decay factor)
lambda (< 1) va scelto empiricamente (valori comuni sono 0,94 e 0,97) e fa tendere verso zero il peso assegnato alle osservazioni più lontane, che dunque escono “a poco a poco” dal calcolo. Maggiore è lambda, minore è il decay (rapidità con cui le osservazioni passate escono di scena). Se lambda = 1 si ha una media mobile semplice (nessun decay), quindi la varianza classica.
Cosa succede alla stima della varianza per un numero di osservazioni m sufficientemente elevato o infinito?
Modello multinormale
Stima di sigma con EWMA
In pratica, la varianza viene ricalcolata ogni giorno prendendo quella del giorno prima e aggiustandola (per una piccola quota, 1-lambda) con il quadrato del rendimento appena registrato.
Qual è il vantaggio di usare la varianza “mobile” modellata con EWMA rispetto alla varianza costante?
Modello multinormale
Questo approccio riesce a utilizzare la distribuzione normale e nel contempo a generare serie storiche di rendimenti che hanno testa e code più grasse della normale (leptocurtici), cioè più coerenti con quanto accade davvero sui mercati.
Metodi alternativi per la stima della volatilità
Modello multinormale
Cosa è la volatilià implicita e come si ricava
Modello multinormale
Tipicamente si utilizzano i prezzi delle opzioni at the money e si segue un processo iterativo
1. scelta di un modello di pricing
2. calcolo del valore teorico
3. modifica del valore della volatilità fino a quando il prezzo teorico non coincide con quello di mercato
Pro e contro del metodo della volatilità implicita
Modello multinormale
Pro
* Basato su aspettative, quindi fwd looking
Contro:
* Non esistono opzioni quotate per tutti i fattori di rischio
* Anche quando esistono
– il mercato può essere poco liquido
– il prezzo può comprendere un premio per il rischio di controparte, che va eliminato
– il modello teorico di pricing usato per ricavare sigma può essere diverso da quello adottato dagli operatori
La volatilità implicita è dunque poco utilizzata nel risk management
Descrizione modelli GARCH(p,q)
Modello multinormale
Estensione del modello multinormale a più fattori
Modello multinormale
Il rendimento r sarà determinato anche dalla covarianza tra i fattori, quindi invece del sigma dobbiamo stimare tutta la matrice di varianza/covarianza
Limiti dell’approccio multinormale
Modello multinormale