Obiettivi di un modello CreditVaR
Cosa considera un modello Credimetrics?
Qual è il ruolo dei rating nei modelli multinomiali?
Probabilità sulla transizione da una fascia ad un’altra
Se chi classifica le imprese lo fa bene, è improbabile che un debitore di classe A fallisca, o passi in classe C entro un anno
Per qualunque stato classe iniziale (righe) è possibile archiviare nel tempo le frequenze di transizione a un anno (colonne) e usarle come stime delle relative probabilità.
Con quali tassi attualizzo i flussi futuri?
Con i tassi basati sui rating, sconto i flussi e assogno un valore corrente al credito (mark-to-model)
Ma come calcolo il valore del credito tra (ad esempio) un anno?
Ricavando la curva dei tassi forwad da quella spot. Buon metodo ma basato sulla teoria delle aspettative che ha alcuni limiti.
Come consideriamo il rischio di un cambiamento di rating nel calcolo del nostro valore del credito tra un anno?
Il valore del credito non è certo ma probabile al 95% (nel nostro caso, siccome la probabilità che resti nella sua fascia è il 95%)
Per ogni stato futuro (classe di rating)
– la matrice di transizione mi dà la probabilità che si verifichi
– la curva forward ricavata dagli spot mi dice quanto vale il credito se questo stato si verifica
Posso quindi:
1. costruire la distribuzione dei valori futuri, ordinando gli scenari dal peggiore al migliore
2. calcolare un valore atteso, pesando i valori del credito in ogni rating class per la loro probabilità di esserci dentro
3. calcolare la varianza e la standard deviation
Come estendo il modello ad un portafoglio di due crediti?
Credimetrics
Una volta trovata la matrice delle probabilità congiunte dei due crediti, come proseguo per estendere il modello?
Calcolo la distribuzione dei possibili valori futuri
La probabilità cumulata serve per individuare i percentili
Calcolo il VaR (perdita inattesa) come perdita attesa (valore medio) meno il valore al percentile del VaR (es. VaR al 98%, calcolo il valore al secondo percentile).
Perché c’è un effetto di diversificazione nel valore calcolato tramite VaR?
Solo il valore atteso è additivo. Le misure di rischio sono subadditive, grazie all’effetto della diversificazione.
Passaggi logici per derivare le probabilità congiunte
Estensione multinomiale del modello di Merton
Asset Value Return Thresholds
Come si distribuiscono le variazioni del valore di due imprese?
Con una normale bivariata standard, ma per scegliere quella giusta dobbiamo conoscere il livello di correlazione p. In questo modo possiamo passare dalle AVRT alle probabilità marginali di ciascuna azienda e poi fonderle per passare alle probabilità congiunte
Come stimo il p (correlazione) tra AVRT tra due imprese debitrici?
Creditmetrics adotta un approccio per grandi blocchi:
* Stima le correlazioni tra un ampio numero di settori e di paesi (fattori di rischio): calcola la correlazione fra vari settori e pasi anziché fra singole aziende
– Come proxy del valore degli attivi, usa gli indici di borsa settoriali. è un’approssimazione perché l’indice di borsa è il valore dell’equity, non il valore dell’attivo. La stima però è poco distorta se la leva è costante. Si utilizzano quindi orizzonti temporali brevi.
* Per ogni impresa è necessario specificare la sua sensibilità a uno o più fattori
* Combinando le sensibilità e le correlazioni dei fattori si ottiene una stima delle correlazioni tra singole imprese
E’ possibile, attraverso il calcolo matriciale, produrre un grande volume di correlazioni con poche operazioni
La procedura però è assai data demanding, specialmente se si aggiungono anche più di due imprese.
Creditrisk+: analogia assicurativa
Variabile casuale di Poisson: formula e a cosa serve
Creditrisk+
Una volta trovato con Poisson il numero di debitori insolventi, possiamo trovare anche la previsione della distribuzione delle perdite future, necessaria per il calcolo del Credit VaR?
Creditrisk+
Sì, tramite una tecnica chiamata banding, che divide i crediti in fasce
Come funziona il banding?
Creditrisk+
Per trovare la distribuzione delle perdite future abbiamo ipotizzato crediti incorrelati, ma come introduciamo la correlazione?
Creditrisk+
E che non sia una variabile discreta come nella formula di Poisson di prima
Quali sono gli effetti sul rischio complessivo quando usiamo un tasso di insolvenza (o numero medio di insolvenze) stocastico anziché costante?
Nella distribuzione finale (con mu aleatorio) il rischio è maggiore:
* Rispetto al caso in cui le probabilità di default sono note a priori (tasso di insolvenza costante) ora le fonti di rischio sono due:
– Rossi & C. andranno davvero in default?
– E prima ancora, che probabilità hanno di andarci?
– Quindi gli eventi estremi sono più probabili
* Vista in un altro modo:
– Ora c’è correlazione tra Rossi, Bianchi, Verdi & C.
– Quindi la diversificazione di portafoglio funziona meno